Cosa c'è sopra?

"Cosa c'è sopra?"

Laboratorio realizzato da Variabile K
Su incarico dell'Istituto Packard Per I Beni Culturali
In collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano

Coordinatori 
Jessica Paparone e Ottavia Semerari

Tutor
Sarah Senatore
Luigi Vangone
Ludovico D'Aniello

Per dare continuità al lavoro svolto durante il percorso "cosa c'è sotto"


Il Parco Archeologico di Ercolano rappresenta il punto di partenza del percorso: un luogo che non è solo testimonianza del passato, ma uno spazio vivo capace di dialogare con il presente. Qui i ragazzi tornano per ricollegarsi a ciò che hanno già scoperto con “Cosa c’è sotto”, ma soprattutto per imparare a leggere il Parco come parte integrante della città contemporanea.

Un luogo fortemente identitario del territorio in cui viviamo, e che vale la pena scoprire, è il centro storico di Ercolano, ancora oggi conosciuto come Resina. La sua storia, insieme alle persone che lo animano ogni giorno, restituisce un racconto vivo fatto di lavoro, memoria e relazioni.
Per questo i ragazzi, qui, entrano in contatto diretto con la storia della città, comprendendo come un luogo possa custodire nel tempo pratiche e mestieri che continuano ad animare il territorio con forza e determinazione. 

 

Villa Campolieto, una delle più prestigiose Ville Vesuviane del Miglio d’Oro, è un luogo simbolico che oggi vive grazie al lavoro della Fondazione Ente Ville Vesuviane. Qui i ragazzi partecipano ad un'attività pensata per attivare lo sguardo e il corpo nello spazio, per questo la caccia al tesoro diventa uno strumento per imparare a osservare, orientarsi e riconoscere dettagli che spesso sfuggono.
Attraverso il gioco, i partecipanti esplorano la villa in modo partecipativo, costruendo un rapporto diretto con l’architettura e gli ambienti.

Il percorso si estenderà fino al punto più alto della città: il Parco Nazionale del Vesuvio
Il luogo in cui paesaggio, storia e trasformazioni si evidenziano di più.
Qui i ragazzi si avvicinano alla geologia e alla storia delle eruzioni, comprendendo come il vulcano abbia modellato nel tempo non solo l’ambiente naturale, ma anche la vita e le scelte delle comunità.

L’esperienza sul campo si collega in fine al lavoro sulle mappe, dove i partecipanti rielaborano ciò che hanno osservato e cosa conoscono da sempre. Attraverso attività di lettura e costruzione di mappe, riconosceremo i luoghi con l'obiettivo di restituirli secondo le proprie percezioni.